Il Vangelo di cui abbiamo bisogno di oggi


 

Stiamo per entrare in un mondo nuovo che vedrà un’enorme proporzione di persone fragili, costrette a convivere con una malattia, un handicap, un problema psichico. Oggi si parla, solo in Francia, di 900.000 persone malate di Alzheimer. Presto lo squilibrio fra le forze attive della popolazione e le persone in situazioni di fragilità che hanno bisogno di presenza e di aiuto aumenterà. Le risorse economiche non basteranno e il rischio sarà quello di voler risolvere i problemi ricorrendo all’eutanasia sistematica. Anche in questa situazione fragilizzata, non potremmo invece leggere un segno nuovo e una nuova sfida per i cristiani? Un campo di visione e di santità per oggi, a condizione di non rifugiarsi in sogni di gloria già ampiamente scaduti. Come inviare di nuovo uomini e donne cristiani verso i deboli di questo tempo, non soltanto ad aiutarli e a evangelizzarli, ma anche a ricevere dai più deboli il Vangelo di cui abbiamo bisogno di oggi?

(da Jean Vanier, Sette parole per sperare, Edizioni San Paolo, 2011, p. 131)