Benedetta Economia!

 

Dopo il successo della prima edizione, è tornato Benedetta Economia!, un programma di Tv2000 – condotto da Eugenia Scotti e ideato dal professor Luigino Bruni, economista della Lumsa di Roma e co-fondatore della Scuola di Economia Civile – che racconta l’alternativa alla “economia dell’esclusione e dell’iniquità” condannata da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium.
Una riflessione sui testi biblici apre, in ogni puntata, il dialogo con imprenditori, lavoratori, sindacalisti, manager e amministratori pubblici chiamati a confrontarsi sulla possibilità reale di dare vita ad un’economia diversa, capace di coniugare mercato e giustizia, profitti e bene comune, occupazione e solidarietà.

 

LE NUOVE PUNTATE

 

L’ingiusto salario (4 novembre 2018) 

Una riflessione sui salari ingiusti, sui lavoratori pagati poco e molto sfruttati. Su questo tema partono le riflessioni di Benedetta Economia!
La lettura scelta da Luigino Bruni è un brano del Vangelo di Matteo (Capitolo 20) noto come “la parabola dell’operaio dell’ultima ora” per riflettere sul valore del lavoro e sulla giustizia salariale. Sulla lettura dal Vangelo di Marco, una riflessione inedita dello psicoanalista Massimo Recalcati.
In studio il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo che, in una riflessione che parte dalle conquiste sindacali, farà una disamina sulle battaglie vinte e sulle recessioni che nell’occidente industrializzato sembrano sempre più materializzarsi mettendo in discussione i diritti dei lavoratori. Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, sottolinea come – ricordando gli operai al lavoro nei campi protagonisti della parabola dell’Operaio dell’ultima ora – è sempre nei campi che i più poveri sperimentano l’ingiustizia sociale e salariale. Ed è nel lavoro agricolo che si incancreniscono i fenomeni dello sfruttamento estremo del caporalato gestito dalla criminalità organizzata.
Ma un’alternativa c’è: e a testimoniarlo a Benedetta Economia! è l’esperienza della cooperativa agricola sociale GOEL Bio che a Monasterace in provincia di Reggio Calabria ha raccolto e organizzato un gruppo di aziende agricole biologiche del territorio che si oppongono alla ‘ndrangheta: producono agrumi, olio di oliva, cipolla rossa, peperoncino, marmellate, vellutate e altri trasformati. Tutto rigorosamente bio. Con GOEL Bio si dimostra che combattere la ‘ndrangheta conviene: i produttori che ne fanno parte infatti ricevono per i loro prodotti agricoli un prezzo più alto della media di mercato, anche grazie alla collaborazione di partners di rilievo nazionale nella distribuzione organizzata.

 

Il lavoro manuale (11 novembre 2018)

Perché il lavoro manuale, il suo valore, la sua straordinaria eccellenza, nel tempo è stato declassato? Perché non si comprende che le professioni artigiane possono essere una scommessa, vincente, per il futuro dei giovani afflitti dalla disoccupazione in Italia?
Sono le domande da cui parte la seconda puntata di “Benedetta Economia!”, per la quale il professore Luigino Bruni ha scelto una lettura di un brano dell’Esodo (Cap.35, 20-22; 25-28; 30-35) che racconta dell’ordine impartito da Mosè di costruire la dimora di Yhvh scegliendo per i lavori i più raffinati artigiani.
Da questa lettura partirà il confronto con lo scrittore Erri De Luca che al lavoro manuale ha dedicato pagine bellissime della sua opera ma che soprattutto porta con sé il valore aggiunto di una conoscenza diretta della fatica. De Luca è stato muratore, ha costruito con le sue stessi mani, la casa dove abita.
Della benedizione lavoro manuale parla anche il cardinale Gianfranco Ravasi che propone un collegamento ideale tra creatività, manualità e fede.
Il lavoro manuale è anche un’occasione di riscatto come dimostra la storia dell’altra ospite: Luciana Delle Donne, imprenditrice sociale, fondatrice della Cooperativa “Officina Creativa” e ideatrice del marchio “Made in carcere”.
Infine la storia della falegnameria Sedersi a Magnì dove un gruppo di immigrati sta imparando l’arte della falegnameria. Grazie alla Caritas di Ragusa, anziani falegnami, giovani italiani e rifugiati politici lavorano insieme per costruire nuovi percorsi di integrazione.

 

Manager senza scrupoli (18 novembre 2018)

Per parlare di manager e dirigenti d’azienda, in studio nella terza puntata di “Benedetta Economia!” c’è Pierluigi Celli, già alla guida di alcune delle più importanti aziende italiane: Eni, Rai, Olivetti, Enel.
Con lui il professor Luigino Bruni parlerà del ruolo dei dirigenti d’azienda, di come possano contribuire a costruire l’impresa dando fiducia ai lavoratori e di come invece alcuni, molti, considerino il controllo come l’unica strada per gestire il personale.
Lo spunto come sempre viene da una lettura delle Sacre Scritture. Quella scelta per parlare di management è dal libro dell’Esodo (Cap. 5, 6-21).
Il contraltare ideale all’immagine dei manager senza scrupoli è la figura di un imprenditore che ha fatto della partecipazione e della condivisione di obiettivi e progetti con i suoi collaboratori, lo spirito fondante della sua azienda: è Enrico Loccioni, a capo della Loccioni Group. Quattrocentocinquanta  collaboratori – nella sua impresa è vietato parlare di dipendenti – età media 34 anni, 100 milioni di euro di fatturato consolidato, 43 paesi di esportazione, 4 sedi all’estero: Stati Uniti, Germania, Cina e Giappone.
Sul ruolo degli imprenditori, lo spunto a nuovi interrogativi viene anche dal contributo di un manager. Già dirigente d’azienda alla Procter & Gamble e alla Barilla, Giuseppe Morici ha scritto “Fare i manager rimanendo brave persone. Istruzioni per evitare la fine del mondo e delle aziende”.
La storia filmata ci porta in provincia di Vicenda nella sede della Siderforgerossi, leader nell’industria della forgiatura con oltre 100 anni di esperienza, che ha messo in piedi un articolato progetto – “In Salute in Azienda” – rivolto agli oltre 400 lavoratori del sito.

 

La deriva delle banche (24 novembre 2018)

Partire da un brano del Qoelet (Cap. 5, 7-14; 17-19) per parlare della crisi del credito, del fallimento delle banche e della necessità di riformulare l’impegno e il ruolo sociale del sistema creditizio italiano. E’ la sfida che il professore Luigino Bruni affronta nella quarta puntata di Benedetta Economia!
Ne discute in studio con Corrado Passera, già amministratore delegato del Banco Ambrovento, di Poste Italiane, di Intesa Sanpaolo, già ministro dello Sviluppo economico e oggi presidente della nuova banca Illimity.
Una riflessione e un confronto che si allargherà anche grazie alla presenza di Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica che ci porta a ragionare sulla necessità di scardinare i modelli creditizi fondando sulla fiducia il rapporto con le imprese e i risparmiatori.
Sul ruolo delle banche etiche si fonda la storia della Prosciutteria Firenze. A Pescara, due ragazzi di 25 anni con molta voglia di crescere, decidono di realizzare il proprio sogno aprendo una salumeria. A sostenerli è PerMicro, una delle agenzie che opera in Italia nel microcredito alle imprese.
E di microcredito parla anche in un contributo filmato anche il premio Nobel per la pace, Muhammad Yunus che ripercorre la sfida culturale lanciata dalla sua Grameen Bank e spiega cosa rappresentano le banche tradizionali nell’attuale sistema economico e quali responsabilità abbiano nella deriva del capitalismo.

 

Il valore della fiducia (2 dicembre 2018)

La parabola del Buon Samaritano offre lo spunto per parlare di fiducia nei luoghi di lavoro. E’ il tema della quinta puntata di Benedetta Economia! in cui il professore Luigino Bruni offre una rilettura inedita e completa del brano dal Vangelo di Luca (Cap. 10, 25-37). Perché oltre che ragionare sul ruolo del samaritano, ragiona sull’altra figura presente nella parabola: quella dell’albergatore.
Per questo ospite principale della puntata è Sofia Gioia Vedani, amministratore delegato di Planetaria Hotels che racconta la bella storia di “vicinato” fra il “suo” albergo extralusso Chateau Monfort e l’opera San Francesco a Milano.
Una storia che rievoca anche un’altra esperienza, quella di Gian Paolo Orlandelli, albegatore a Tabiano Terme che per scongiurare il fallimento dell’impresa di famiglia, ha scelto di aprire le porte del suo hotel all’accoglienza dei migranti. Un “affare” che ha trasformato la sua visione del mondo e che gli ha offerto la possibilità di scoprire nuovi valori di integrazione e accoglienza.
Ne parla, in un percorso al contrario, anche Marie Therese Mukamitsindo, presidente della Cooperativa Karibu. La sua è una storia di integrazione, di lavoro, di fiducia ottenuta e di fiducia data. Oggi la cooperativa Karibu offre lavoro a centinaia di dipendenti.
Sull’importanza della fiducia e pure sulla convenienza della fiducia nei luoghi di lavoro parla, in un contributo video, il professore Vittorio Pelligra, ricercatore di Economia politica nell’Università di Cagliari, autore del libro “I paradossi della fiducia”, edito da Il Mulino.

 

La divisione dei beni (9 dicembre 2018)

Ricchezza, proprietà privata, condivisione e giustizia sociale. Sono i temi della sesta puntata di Benedetta Economia! che parte dal racconto di un’economia della condivisione opposta all’economia della proprietà: quella prima comunità di credenti rinuncia alla proprietà privata e mette tutto in comune.
A offrire questa lettura è un brano dagli Atti degli Apostoli (cap. 4, 32-37) scelto dal professore Luigino Bruni per avviare il confronto in studio con Matteo Marzotto, già presidente della Maison Valentino, oggi presidente di Dondup, uno dei nuovi grandi marchi della moda italiana.
Un imprenditore ricco, importante, prestigioso che ha affrontato un cammino di fede che lo spinge ogni giorno a chiedersi come e quanto sia importante vivere, nella sua vita pubblica e privata, il valore della condivisione.
Ad affiancare Marzotto in studio, c’è Elisabetta Sormani, presidente dell’Associazione Mondo di Comunità e Famiglia che racconta la storia di condivisione di famiglie partita dalla prima esperienza dalla comunità di Villapizzone a Milano.
Di economia fuori dagli schemi racconta in un rvm Livio Bertola, che guida l’azienda di famiglia a Marene in provincia di Cuneo, impegnata già dal 1946 nei trattamenti galvanici superficiali soprattutto di componenti di auto e moto e che ha applicato al suo modello organizzativo i dettami dell’Economia di Comunione proposta dalla fondatrice del movimento dei Focolarini, Chiara Lubich.


 

Archivio della PRIMA STAGIONE

La prima stagione di Benedetta Economia! è andata in onda su TV2000 dal 29 ottobre al 17 dicembre 2017.

Il ciclo è composto da otto puntate: si comincia con Susanna Camusso, poi via via Brunello Cucinelli, Cesare Romiti, Elsa Fornero, Giulio Tremonti, Suor Giuliana Galli, Johnny Dotti, Bill Niada, che discutono su come tradurre nella pratica quotidiana l’esortazione del Papa “ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano”.

 

 

29 ottobre 2017

Luigino Bruni, economista, docente della Lumsa e appassionato biblista, e Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, si confrontano in studio su alcune delle contraddizioni dell’economia del terzo millennio: la precarietà del lavoro, un capitalismo piegato alle logiche della finanza speculativa, un mondo del commercio senza orari né feste, le differenze ormai abissali tra gli stipendi degli operai e quelli dei manager, l’inganno di una meritocrazia che finisce per assegnare ai poveri l’intera colpa della loro condizione.

 

5 novembre 2017

È possibile la misericordia nel mondo delle imprese? C’è spazio per il perdono sui luoghi di lavoro? Sono gli interrogativi intorno ai quali ruota la seconda puntata di “Benedetta economia!”, nella quale il professor Luigino Bruni offre una lettura “economica” della parabola del Figliol Prodigo (Luca 15, 11 -32).
A confrontarsi con lui in studio, Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima casa di moda italiana conosciuta in tutto il mondo, convinto sostenitore di un “capitalismo umanistico” sul quale si fonda il modello di impresa realizzata nell’antico borgo umbro di Solomeo.
Accanto a lui Anas Bedda, giovane marocchino, arrivato in Italia a 12 anni, passato attraverso un difficile percorso di integrazione, oggi piccolo imprenditore nel settore della ristorazione. A salvarlo dai rischi di un abbandono scolastico, la “misericordia” con la quale i docenti e i tutor della Fondazione “Piazza dei mestieri” di Torino lo hanno accolto alcuni anni fa, come fanno ogni anno con decine di giovani alla ricerca di fiducia e di futuro. E oggi fra quei tutor c’è anche Anas Bedda.
E di misericordia e di riconoscenza parla anche il filmato dedicato alla Bruver di Livorno, piccola società di forniture edili dove tre soci hanno assunto il loro ex datore di lavoro, dopo il fallimento della sua azienda, dedicandogli persino il nome della nuova ditta.

 

12 novembre 2017

È Cesare Romiti, ex amministratore della Fiat, l’ospite principale della terza puntata di “Benedetta economia!”. A lui il professor Luigino Bruni propone la lettura di un brano del libro di Isaia (Capitolo 1, 1-23) nel quale Dio rifiuta e contesta i sacrifici inutili. Il legame con la realtà dei giorni nostri è nella pratica di una economia che contempla l’ipotesi di imprese pronte a farsi “divinità” e a chiedere il sacrifico della vita privata ai dipendenti di più alto livello. Gli alti stipendi dei manager trovano dunque ragione in questi sacrifici? Giova davvero alle aziende una dedizione totale dei propri dipendenti? Quali meccanismi perversi di emulazione e di competizione si mettono in moto all’interno delle aziende che propongono un “modello sacrificale”? Sono alcuni degli interrogativi intorno ai quali ruota il confronto con Cesare Romiti, ma anche con Simone Perotti, ex manager nel settore del marketing e della comunicazione, che, come ricorda il titolo del suo libro più famoso, ha deciso ad un certo punto di dire “adesso basta”, ha fatto una scelta di libertà e di sobrietà e oggi vive con i frutti delle sue passioni: la scrittura e la vela. Una scelta in parte simili a quella di Angelo Santoro, il protagonista della storia filmata: abbandonata la sua carriera di agente di commercio, ha dato vita alla cooperativa sociale ‘Semi di vita” di Bari che, attraverso il lavoro in un orto biologico e la trasformazione di prodotti agricoli, offre progetti di inclusione a giovani in difficoltà e a persone con disabilità.

 

19 novembre 2017

La rilettura della storia di Giobbe (Capitolo 1, 1-21), la storia del giusto caduto in disgrazia e per questo creduto da tutti colpevoli, offre al professor Luigino Bruni l’occasione per riflettere sui rischi nascosti dietro il culto della meritocrazia. In un mondo segnato da una frattura crescente tra ricchi e poveri, sta trovando sempre più spazio – è la denuncia del professore della Lumsa – un pensiero economico che prova ad assegnare ai poveri la colpa della loro povertà e sembra volere dimenticare le differenze di partenza di cui, una società giusta e inclusiva, dovrebbe invece preoccuparsi.
Ospite della quarta puntata di ‘Benedetta economia!’, è l’economista Elsa Fornero, ex ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Monti, che al merito ha sempre guardato con attenzione e che spesso ha invitato i giovani ad affrontare con maggiore coraggio le sfide del lavoro.
In studio anche la testimonianza di Lorenzo Orsenigo, un giusto caduto in disgrazia, uno dei tanti imprenditori del Nord Est travolto dalla crisi e costretto a chiudere l’azienda di famiglia alla quale aveva dedicato la sua intera vita. Oggi è presidente dell’Associazione San Giuseppe imprenditore, attraverso la quale offre assistenza e sostegno agli imprenditori che come lui si trovano a fare i conti con il fallimento e la sconfitta.
Nella storia filmata la sfida di chi, contro ogni logica apparente, vuole offrire una nuova occasione di vita non solo ai giusti ma anche a quelli che non lo sono stati ma sperano di diventarlo: è la storia della cooperativa sociale ‘L’arcolaio’ di Siracusa, che, attraverso la produzione di pasta di mandorle e di altro dolci tipici della Sicilia commercializzati con il marchio ‘Dolci evasioni’, offre percorsi qualificati di reinserimento sociale e lavorativo ai detenuti del carcere cittadino.

 

26 novembre 2017

In una pagina del libro di Geremia dedicata ai falsi idoli (Capitolo 10 – 1-10) il professor Luigino Bruni trova le ragioni che oggi spingono gli uomini e le donne verso il possesso, l’acquisto, il consumo. Sono questi gli idoli dei giorni nostri e a loro sono dedicati i templi moderni, quei centri commerciali sempre aperti, sempre pronti ad accogliere, sempre pronti ad offrire. Così nel capitalismo del terzo millennio i ritmi della vita non sono più dettati dal tempo del lavoro, come è stato per secoli, ma dal tempo del consumo che per sua convenienza può diventare un tempo senza pausa, senza più feste, senza più spazi condivisi di pausa e di incontro.
Da qui prende l’avvio la quinta puntata di ‘Benedetta economia!’ dedicata al mondo del commercio, alle liberalizzazioni selvaggia degli orari di apertura, alla cancellazione “commerciale” delle feste religiose e civili. Temi sui quali il professor Luigino Bruni si confronta con l’ex ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti.
In studio la testimonianza di Marco Berardi, l’unico titolare di un’attività commerciale ad aver aderito allo sciopero con il quale i lavoratori del Serravalle Outlet, in provincia di Alessandria, hanno contestato, nell’aprile scorso, la decisione della multinazionale inglese proprietaria del centro commerciale di aprire anche nei giorni di Pasqua e in quello di Santo Stefano.
La storia filmata racconta invece una scelta diversa, che potrebbe aprire la strada ad un’inversione di tendenza: Unicoop Firenze ha deciso di chiudere la domenica più della metà di suoi 104 punti vendita, di limitare negli altri l’orario di apertura alle 13 e di assicurare ai suoi lavoratori la chiusura totale in occasione di 10 festività religiose e civili. Alla base della decisione la convinzione che non tutto può essere sacrificato alle logiche del mercato e che i consumatori possono essere accompagnati ad un ripensamento sui tempi dell’acquisto e della spesa.

 

3 dicembre 2017

‘Beati i poveri’, ‘Guai a voi ricchi’: dalla lettura del brano dell’evangelista Luca (Capitolo 6, 17-28) la sesta puntata di ‘Benedetta economia!’ dedicata a povertà e ricchezza. La provocazione delle beatitudini in un mondo economico che sembra voler nascondere i volti, il valore e il senso della povertà.
Il professor Luigino Bruni dialoga con Suor Giuliana Galli, una religiosa che ha saputo portare la sua esperienza di povertà in uno dei salotti buoni della finanza italiana. Per oltre 23 anni alla guida dei volontari del Cottolengo di Torino, Suor Giuliana Galli, dal 2008 al 2016, è stata membro del Consiglio di amministrazione della Compagnia di San Paolo, la fondazione bancaria che è il maggiore azionista del gruppo Intesa Sanpaolo. Oggi è presidente dell’Associazione Mamre, che si occupa di assistenza psicologica delle persone migranti.
Con loro in studio anche Bruno Moro, 83 anni, ex dirigente della Usl di Treviso, ex sindaco di Preganziol (Treviso), una vita spesa all’insegna della sobrietà e dell’accoglienza. Valori al centro delle diverse esperienze comunitarie promosse e vissute dalla famiglia Moro, che oggi condivide spazi e risorse economiche con quanti vivono e lavorano nella biofattoria Rio Selva di Preganziol.
Nella storia filmata la sfida dei soci che a Genova hanno dato vita alla trattoria sociale Vico Mele: dove mangiare può costare meno di 5 euro e dove lavorano persone in situazione di difficoltà sociale ed economica.

 

10 dicembre 2017

Non tutte le imprese, anche se costruite con spirito collaborativo, sono buone imprese. È uno degli insegnamenti che nella settima puntata di ‘Benedetta economia!’ il professor Luigino Bruni trae dalla rilettura della Torre di Babele (Genesi 11, 1-9), la madre di tutte le imprese umane finite male, di tutte le imprese non benedette da Dio. Capire gli errori commessi dagli uomini di Babele, vuol dire capire gli errori che possono portare anche oggi le imprese verso il fallimento o verso scelte eticamente e socialmente sbagliate. Una deriva che ha segnato in questi ultimi anni anche alcune esperienze del mondo cooperativo italiano, chiamato oggi a rinnovarsi e a costruite nuove strade di futuro. È la convinzione di Johnny Dotti, storico imprenditore sociale, già Presidente del Gruppo Cooperativo Cgm, che con Luigino Bruni prova a delineare in questa puntata i caratteri di una buona impresa del terzo millennio: innovativa, creativa, generativa, capace di confrontarsi con la globalizzazione senza dimenticare il proprio legame con il territorio. È l’esperienza positiva dell’Antica fabbrica di confetti Pelino, l’azienda familiare di Sulmona raccontata in un filmato, che, anche negli anni più difficili della crisi, ha rinunciato alle ipotesi di delocalizzazione all’estero e ha rifiutato le offerte di acquisto di alcuni grandi marchi del settore dolciario. Ma la riflessione sulla Torre di Babele e sulle imprese senza etica, è anche l’occasione per parlare delle conseguenze sociali ed economiche della criminalità organizzata. In studio la testimonianza di Gennaro Del Prete, figlio di Federico Del Prete, fondatore del primo sindacato italiano degli ambulanti, ucciso dalla camorra nel febbraio del 2002.

 

17 dicembre 2017

L’ultima puntata di “Benedetta economia!” è uno sguardo fiducioso su futuro. La lettura biblica iniziale proposta dal professor Luigino Bruni è quella dell’Arca di Noè (Genesi 6, 6-22), una pagina di speranza che mette in luce una verità di ieri e di oggi: nei momenti di crisi c’è sempre bisogno di un “costruttore di arche” che, con creatività e spirito di servizio, aiuti altri a salvarsi dal “diluvio”.
Ma chi sono i “costruttori di arche” dei nostri giorni? Intorno a questa domanda ruota il dialogo tra Luigino Bruni e Bill Niada, presidente della Fondazione Near, ex imprenditore di successo nel campo della moda, oggi costruttore di imprese sociali. All’origine del suo cambio di vita l’esperienza dolorosa della malattia e della morte della figlia Clementina, scomparsa a 10 anni a causa di un tumore. Per i ragazzi affetti da gravi patologie croniche Bill Niada si è fatto in questi anni “costruttore di arche”. Una su tutte: il progetto B-Live, sostenuto dalla Fondazione Near, che offre a questi giovani la possibilità di imparare il mestiere della vita e l’arte del fare attraverso visite in aziende, incontri con gli imprenditori e la possibilità di diventare creatori di gioielli, borse, bio-cosmesi, canzoni.
Ma “costruttori di arche e di futuro” sono anche gli operai che, come i lavoratori della Cooperativa Ora Officine di Pomezia (Roma), raccontati nel servizio filmato, hanno salvato, i questi anni di crisi, la loro aziende dal fallimento unendo le forze, acquisendo l’impresa e rilanciandola; o gli uomini e le donne che come Gaetano Giunta, il secondo ospite della puntata, riuniti nella Fondazione di Comunità di Messina, provano a costruire nuovi modelli di sviluppo economico in una delle aree più difficili del Paese.